Una cena a Milano dove il palco avrebbe rovinato tutto
Alla Fonderia Napoleonica, per una cena di un marchio internazionale della cosmetica, gli ospiti erano sessanta, seduti a un’unica lunga tavolata, in una delle sale più suggestive della città. Tutto in inglese.
Un palco, lì, avrebbe interrotto una serata che funzionava proprio perché era una conversazione sola, da un capo all’altro del tavolo. Così mi sono mosso io, per piccoli gruppi, portando il mentalismo dove si trovavano le persone invece di chiedere alle persone di guardare verso di me.
Il pubblico era fatto di giovani creator, gente che stupisce gli altri per mestiere e che quindi si sorprende con difficoltà. A una di loro ho chiesto di pensare al PIN del proprio telefono, e poco dopo le ho sbloccato il telefono davanti agli occhi. Ne ha parlato ai suoi follower quella sera stessa, uscendo.
Nessun palco, nessun impianto audio, nessuna interruzione del programma. Solo un formato scelto sulla serata invece che sull’abitudine.
Per quali eventi scegliere la micromagia
Servendosi di oggetti minimi, la micromagia si esegue quasi ovunque e non richiede impianti, luci o spazi dedicati. Funziona particolarmente bene in tre situazioni.
Nei matrimoni, dove riempie i tempi morti che gli sposi non possono coprire, tra il ricevimento e le foto o tra una portata e l’altra. Ne parlo nella pagina dedicata all’animazione per matrimoni.
Nelle cene e nei meeting aziendali, quando il programma è già denso e serve un intervento che non chieda di fermare tutto. Il quadro completo per le imprese è nella pagina del mentalista per eventi aziendali.
Nelle serate private, dove il numero contenuto di ospiti rende la vicinanza un vantaggio invece che un limite.
Se non hai ancora deciso quale forma dare alla serata, nei miei spettacoli di mentalismo trovi tutti i formati a confronto.