Micromagia e close up: il mentalismo che arriva al tavolo

Quando non c'è un palco, lo spettacolo si sposta. Magia ravvicinata e lettura del pensiero a mezzo metro dagli occhi, tra un tavolo e l'altro.

Che cos'è la micromagia

La parola contiene già la sua definizione. Micro, perché è piccola: non per gli effetti, che restano strabilianti, ma per gli oggetti che si usano e per il numero di persone che vi assistono. Carte, monete, anelli, oggetti che stanno in una mano.

Chiamata anche close up, è la forma di magia che si esegue durante una cena, un aperitivo, un ricevimento, quando gli ospiti sono seduti a tavola o in piedi con un bicchiere in mano. È il genere più praticato al mondo, e c’è una ragione precisa.

Micromagia - Close-up

Perché funziona proprio quando il pubblico è vicino

A mezzo metro di distanza lo spettatore è convinto di essere in vantaggio. Vede tutto, controlla tutto, tiene gli oggetti nelle proprie mani. Pensa che sarà facile capire come funziona.

È esattamente lì che l’effetto diventa più forte. Quando quella certezza non regge, la sorpresa non è più solo per il fenomeno a cui ha assistito, ma per la propria incapacità di spiegarlo pur avendo avuto tutto sotto controllo. Un effetto visto da lontano si ammira. Un effetto accaduto nelle proprie mani lascia una domanda che non si chiude.

Nei miei interventi ravvicinati questo principio si applica anche al mentalismo, e non solo alla magia con gli oggetti. Un pensiero letto a distanza di sicurezza sembra un numero. Lo stesso pensiero letto a due passi, guardandosi negli occhi, diventa qualcosa che l’ospite racconterà per settimane.

Close up formale, table hopping e walk around

Tre modi diversi di stare tra gli ospiti, che si scelgono in base a come è organizzata la serata.

Close up formale. Tutto lo spettacolo si svolge a un solo tavolo, con il pubblico seduto intorno. È la forma più raccolta e la più adatta a un gruppo ristretto che vuole un momento dedicato.

Table hopping. Il performer si muove da un tavolo all’altro, intrattenendo ciascun gruppo, di solito tra una portata e l’altra. È la scelta più frequente in un matrimonio, in una cena aziendale o in una convention con ospiti seduti.

Walk around, chiamato anche strolling magic. Gli ospiti sono in piedi, durante un aperitivo o un cocktail, e ci si muove tra i gruppi che si formano e si sciolgono. Richiede il repertorio più agile dei tre.

Quando la micromagia funziona meglio del palco

Sono onesto sulla mia preferenza: quando la serata prevede un momento dedicato e una platea, scelgo lo spettacolo da scena. Crea un’esperienza collettiva, tutti vivono la stessa cosa nello stesso istante, e all’evento resta un momento riconoscibile.

Ma ci sono serate in cui il palco è la scelta sbagliata, e insistere sarebbe un errore professionale.

Succede quando la sala non ha un punto focale, quando gli ospiti sono distribuiti su più ambienti, quando il programma è già pieno e non c’è spazio per fermare tutto, quando il numero è troppo piccolo perché una scena abbia senso. E succede quando l’atmosfera è talmente raccolta che salire su un palco la spezzerebbe.

In quei casi la micromagia non è un ripiego. È la forma giusta.

micromagia e close up magic durante una cena aziendale

Una cena a Milano dove il palco avrebbe rovinato tutto

Alla Fonderia Napoleonica, per una cena di un marchio internazionale della cosmetica, gli ospiti erano sessanta, seduti a un’unica lunga tavolata, in una delle sale più suggestive della città. Tutto in inglese.

Un palco, lì, avrebbe interrotto una serata che funzionava proprio perché era una conversazione sola, da un capo all’altro del tavolo. Così mi sono mosso io, per piccoli gruppi, portando il mentalismo dove si trovavano le persone invece di chiedere alle persone di guardare verso di me.

Il pubblico era fatto di giovani creator, gente che stupisce gli altri per mestiere e che quindi si sorprende con difficoltà. A una di loro ho chiesto di pensare al PIN del proprio telefono, e poco dopo le ho sbloccato il telefono davanti agli occhi. Ne ha parlato ai suoi follower quella sera stessa, uscendo.

Nessun palco, nessun impianto audio, nessuna interruzione del programma. Solo un formato scelto sulla serata invece che sull’abitudine.

Per quali eventi scegliere la micromagia

Servendosi di oggetti minimi, la micromagia si esegue quasi ovunque e non richiede impianti, luci o spazi dedicati. Funziona particolarmente bene in tre situazioni.

Nei matrimoni, dove riempie i tempi morti che gli sposi non possono coprire, tra il ricevimento e le foto o tra una portata e l’altra. Ne parlo nella pagina dedicata all’animazione per matrimoni.

Nelle cene e nei meeting aziendali, quando il programma è già denso e serve un intervento che non chieda di fermare tutto. Il quadro completo per le imprese è nella pagina del mentalista per eventi aziendali.

Nelle serate private, dove il numero contenuto di ospiti rende la vicinanza un vantaggio invece che un limite. 

Se non hai ancora deciso quale forma dare alla serata, nei miei spettacoli di mentalismo trovi tutti i formati a confronto.

Raccontami com'è organizzata la serata

Numero di ospiti, spazi, programma. Da lì capiamo insieme se il formato giusto è il palco o il tavolo, e ti propongo la soluzione più adatta.